Il tiro a segno è una pratica che consiste nel colpire un bersaglio con un’arma, sia questa da sparo o da fuoco. Le sue origini sono molto antiche e il fatto che Roma imponesse ai propri giovani di esercitarsi nel lancio del pilum, da qui il nesso della disciplina con l’addestramento militare. Se ne trova altresì traccia in opere letterarie come l’Odissea, nonché in leggende note come quella di famosi arcieri quali Guglielmo Tell e Robin Hood. Ancor prima dell’avvento delle armi da fuoco, le uniche armi usate per la pratica del tiro sportivo erano l’arco e la balestra. Cenni storici documentano che in Italia, più precisamente a Ravenna e in Sardegna, già nei secoli VIII e IX si svolgevano esercitazioni di tiro. Nel 1161, Genova vede la nascita di associazioni di tiro che contemplavano nei loro statuti l’utilizzo di arco e balestra, armi con le quali la disciplina si diffuse nelle maggiori città italiane solo alla fine del XII secolo.

Merita di essere particolarmente ricordata  la "compagnia degli arcieri" di Aosta, costituita nel 1206 con l'alto incoraggiamento del Conte Tommaso I di Savoia. Dopo l'adozione delle armi da fuoco, il tiro a segno si generalizzò e sin dai suoi primordî fu particolarmente favorito dai Duchi di Savoia, al punto che Emanuele Filiberto concesse speciali privilegi agli "archibugieri" di Aosta e ai "cavalieri tiratori" di Chambéry. Nel 1861 venne istituita una società per favorire il tiro a segno nazionale con l'intento di promuovere maggiormente il maneggio delle armi, sino alla promulgazione della prima legge di fondazione del tiro a segno nazionale che avvenne nel 1881. La nuova disciplina sportiva progrediva non senza difficoltà poiché le prime armi da fuoco, oltre ad essere sprovviste di mirino e tacca di mira, montavano il focone superiormente alla camera di scoppio in modo tale da impedire l’allineamento dell’arma sul bersaglio, inconveniente poi risolto col riposizionamento laterale del dispositivo e l’applicazione di punti di mira. Il campo delle armi da fuoco portatili cominciò ad emergere con l’introduzione del sistema di sparo a percussione con l’impiego di capsule. Tuttavia, le armi a corda continuarono ad essere impiegate a lungo nelle competizioni sportive prima di essere affiancate da quelle da fuoco e poi da sparo. Il “gioco dell’archibugio” è stata la prima gara di tiro con arma da fuoco svoltasi ad Aosta nel 1427 in occasione della transazione da “società di tiro con l’arco” a “società di tiro con l’archibugio”. Il Principe Amedeo VIII di Savoia inaugurò la manifestazione che ebbe numerose repliche perfezionando i regolamenti di gara sino al 1679, momento in cui le regole vennero aggiornate al fine di allinearsi a nuove prospettive. La più antica associazione di tiro a segno è la “Società del Bersaglio”, senza dubbio la prima in assoluto fondata nel 1799 a Trieste, più precisamente presso il poligono di Opicina. Lo si deve a Giuseppe Garibaldi se nella seconda metà dell’ottocento nascono altre associazioni analoghe alla predetta per vedere poi nel 1861, per opera di Vittorio Emanuele II, l’istituzione di una società con lo scopo di svolgere annualmente una imponente gara di tiro. Per volere del monarca, questa doveva avere luogo la prima volta a Torino, ed è così che dal 21 al 27 giugno del 1863, il castello del Valentino fu teatro dell’evento che venne introdotto col motto “Italiani, Unione è forza”. Successivamente alla promulgazione della Legge 2 luglio 1882, che istituiva il tiro a segno nazionale nel Regno, le varie società prendono la forma di vere e proprie associazioni sportive sino a divenire  T.S.N., strutture  ben congegnate che oggi, oltre a promuovere la pratica ludico sportiva del tiro, svolgono anche compiti istituzionali previsti dalla Legge, consistenti nel rilascio di particolari certificazioni di abilitazione all’uso e al maneggio delle armi, nonché l’addestramento di coloro che  svolgono mansioni lavorative necessariamente armati quali guardiea particolari giurate e Forze di Polizia a ordinamento Locale. Tale attività, regolata dalle norme del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza, caratterizza l’unicità di certificare e abilitare all’uso delle armi ad opera di Direttori e Istruttori di Tiro altamente qualificati ed in possesso della prevista licenza prefettizia. La tenuta di corsi teorici e pratici, l’attività addestrativa, la direzione delle attività di tiro, sono solo una parte dei delicati compiti che Direttori di Tiro e Istruttori devono assolvere. La vigilanza su ogni Sezione TSN presente sul territorio nazionale spetta al Ministero della Difesa. Doveroso ricordare che il tiro è sport olimpico sin dalla prima edizione dei Giochi Olimpici Moderni che si svolse ad Atene nel 1896., ed è altresì disciplina olimpica all’interno delle paralimpiadi. Nei poligoni TSN sono riconosciute diverse discipline di tiro sportivo, sia per armi da sparo che da fuoco. Nel rispetto di precise regole, queste includono il tiro accademico, il tiro dinamico, il tiro rapido sportivo, il field target e il tiro per gare di cacciatori del cinghiale corrente.